Archeologia

Il Nuraghe Is Paras

La tholos più bella ed alta conosciuta in Sardegna

Il Nuraghe Is Paras

a cura di Alessandra Saba

Splendida residenza fortificata di un capo nuragico di grande rilievo ed emblema della ricchezza e del potere suscitati dai traffici del rame in epoca preistorica in Sarcidano, il nuraghe Is Paras si ubica nell’immediata periferia Nord dell’abitato di Isili, svettando in cima ad una collinetta marnosa con l’immensa mole bianca del suo bastione che circonda una maestosa torre centrale che al suo interno custodisce la più bella ed alta cupola finora conosciuta.

Si tratta di un nuraghe complesso con bastione trilobato cinto da un poderoso antemurale. L’ingresso al bastione si apre nella cortina orientale, esso è caratterizzato da una porta rettangolare architravata la quale immette in un breve corridoio fornito di scala e di un piccolo stipetto a muro quadrangolare. Dal corridoio si accede al cortile interno a tre quarti di cerchio dove si aprono i contrapposti ingressi al mastio e alla torre secondaria meridionale. Quest’ultima, raggiungibile attraverso un andito strombato verso l’interno, presenta camera circolare sulle cui pareti si aprono due feritoie di forma trapezoidale.

Il mastio ha ingresso rialzato di forma rettangolare, il quale immette in un andito sensibilmente strombato verso l’interno dal taglio perfettamente ogivale con soffitto ascendente; immediatamente a destra dell’ingresso, si trova una nicchia sub-trapezoidale con originaria funzione di postazione di guardia. La camera ha pianta circolare ed è caratterizzata da un’armoniosa opera muraria a filari orizzontali di blocchi rettangolari e quadrangolari in calcare fossilifero e marna grigia che si innalza per ben 12 metri di altezza.

Pressochè al centro dell’ambiente, è situata la bocca di un pozzo un tempo foderato da muratura a filari orizzontali, il quale è stato scavato solo parzialmente a causa di problemi di natura statica. A circa 6 metri di altezza dal pavimento della camera, si apre poi sulla parete orientale l’ingresso alla scala elicoidale residua di soli 11 gradini che immettono sull’attuale svettamento della torre; qui si individua il pavimento della camera superiore nel quale è inserita una celletta-ripostiglio di forma tronco-conica.
Attorno al bastione, è presente la cinta antemurale il cui percorso è individuabile lungo il lato orientale e sud-occidentale del trilobo per un fronte di circa 20 metri; essa si articolava in numerose torri delle quali appaiono i resti di almeno tre di esse. Tra il bastione e la cinta antemurale, poi, nel settore orientale, si notano le creste di alcune capanne pertinenti al villaggio che verosimilmente occupa buona parte delle fiancate e della base della collina sulla quale sorge il nuraghe.

Gli scavi finora effettuati hanno documentato diverse fasi culturali a partire dalla più antica alla quale si riferisce l’impianto del trilobato, ovvero il Bronzo Recente (1.330-1.150 a.C.); l’insediamento perdurò poi nel successivo Bronzo Finale e nella prima età del Ferro (1.150-900 a.C.) quando il nuraghe ed il villaggio raggiunsero la massima espansione. A questi ultimi periodi appartengono ceramiche rifinite con cura, con decorazione geometrica: ciotole e ciotoloni carenati con anse a maniglia e vasi piriformi, lucerne a foglia o a piattello e brocche askoidi. Al periodo dell’impianto, invece, appartiene ceramica più rozza e grossolana, alcuni tegami, olle e vasi carenati con orlo ingrossato all’esterno, inoltre, pendagli in osso, fusaiole, frustoli di bronzo e frammenti di spade votive.

Successivamente all’epoca nuragica, in età romana imperiale (II-III sec. d.C.) e bizantina (VI-VII sec. d.C.), il sito fu presidiato da una guarnigione militare qui dislocata a guardia delle aree collinari più intensamente coltivate dalle incursioni delle turbolente popolazioni dell’entroterra montano. Sui crolli del bastione e delle capanne vennero infatti edificate delle strutture abitative d’impianto sub-quadrangolare delle quali sono state individuate tracce dell’alzato, del battuto pavimentale in argilla e di parte del vespaio di sottofondazione insieme a reperti ceramici di età romano-bizantina. In particolare, all?interno di un muro del settore sud-occidentale, è stata rinvenuta una fibbia in bronzo databile tra la fine del VI e il VII secolo d.C.

...la più vasta e armonica delle thòloi sarde, che ripete da vicino il respiro ampio delle fastose e splendide thòloi achee peloponnesiache della seconda meta del II millennio a.C.

Nuraghe di Is Paras:

Indirizzo: Via G. Deledda, 58, 08033 Isili CA

Telefono:  0782 802641

Email: sa.frontissa@tiscali.it

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